Il MASI Lugano presenta “David Weiss. Il sogno di Casa Aprile. Carona 1968-1978”. Attraverso oltre duecento opere raramente esposte, provenienti da archivi pubblici e privati, la mostra ripercorre per la prima volta la storia della comunità artistica fiorita tra le mura di Casa Aprile a Carona: un luogo sospeso, in cui il giovane David Weiss – futuro protagonista del celebre duo Fischli / Weiss – scopre l’arte come gesto quotidiano, sogno comune e atto di vicinanza.

Pur radicata in un luogo specifico, la produzione artistica nata a Carona mette in discussione le dicotomie tra centro e periferia, paesaggio urbano e idillio naturale, serietà e gioco, solitudine e collettività. A partire da questa prospettiva, la mostra al MASI si apre con un’introduzione storica sul contesto culturale di Carona: nella fitta rete di presenze, legami familiari e corrispondenze fiorite nel borgo ticinese si incontrano diverse personalità – tra queste anche Hermann Hesse, che qui trova un paesaggio di riflessione e guarigione, descritto nei suoi testi e acquerelli.

Lo snodo tra la dimensione storica del villaggio di Carona e la comunità artistica più sperimentale riunitasi attorno a Casa Aprile è segnato, in mostra, da un prezioso nucleo di disegni e dipinti della celebre artista svizzera Meret Oppenheim, che acquista la dimora con suo fratello Burkhard Wenger nel 1969. Il percorso espositivo segue quindi le prime sperimentazioni urbane di David Weiss per poi raccontare l’arrivo a Casa Aprile e la nascita di un microcosmo creativo condiviso. Questa fase è caratterizzata, nell’opera di Weiss, da un’intensa attività grafica e da una riflessione poetica sul paesaggio come spazio di memoria, immaginazione e quotidianità.

Al contempo, il linguaggio di Weiss è già segnato in questi anni da quell’umorismo surreale, quella narrazione frammentaria e poetica, che anticipa lo spirito trasformativo del suo lavoro con Peter Fischli. Tra i lavori esposti al MASI figurano i disegni originali per il celebre libro d’artista up and down town. Noto anche come “Regenbüchlein” (Libretto della pioggia), è parte della serie Wandlungen (Metamorfosi), raccolta di metamorfosi grafiche e libere associazioni realizzate a partire dal 1975 tra Marrakech, Carona e Zurigo. In questi disegni, il fluire ininterrotto di immagini in una catena di cause ed effetti fuori controllo richiama la struttura narrativa del celebre libro per bambini Joggeli söll ga Birli schüttle! (Joggeli dovrebbe andare a scuotere le pere!) di Lisa Wenger-Ruutz (1908), anch’esso esposto in mostra.