Lugano LongLake Festival

Dall’11 al 28 luglio 2024 torna a Lugano il festival internazionale LongLake. La 14a edizione si presenta con una proposta artistica che unisce la grande musica sui palchi a un ricco calendario di eventi gratuiti che si alterneranno per due settimane negli spazi verdi e urbani sul Lungolago della città svizzera, a pochi chilometri da Milano.

Il LongLake Festival è una manifestazione dall’anima musicale variegata, che propone ogni sera concerti con protagonisti della scena sia internazionale sia svizzera, a cui si aggiungono performance gratuite, tra teatro, cabaret, proiezioni di film, conferenze, attività per famiglie, installazioni d’arte urbana, mercatini tematici e proposte di street food.

Il primo grande appuntamento dal carattere internazionale sarà quello con Estival Jazz, tra l’11 e il 13 luglio, in Piazza della Riforma. In una novità assoluta, Blues to Bop entrerà a far parte di LongLake Festival, spostandosi da fine agosto al weekend compreso tra il 19 e 21 luglio. Piazza della Riforma, Piazza Cioccaro, Rivetta Tell e il centro culturale LAC saranno il fulcro di queste emozionanti esibizioni. Il cartellone generale del Festival sarà completato dal programma Lugano Buskers che si svolgerà dal 24 al 28 luglio. Gli eventi di Estival Jazz, Blues to Bop e di Lugano Buskers, così come la maggior parte delle proposte del Festival, saranno accessibili gratuitamente.

La cornice del Festival includerà naturalmente anche il suggestivo Parco Ciani, con diversi palchi distribuiti dal Boschetto alla Punta Foce. Fra questi il Palco Fleur che ogni giorno ospiterà il programma Family mentre al Palazzo dei Congressi verrà allestito il Villaggio Family. Durante tutti i giorni del festival il programma prevede vari concerti con un’attenzione particolare alla Swiss Made Music, conferenze, incontri, spettacoli e performance di arte urbana, mentre sul lungolago sono previste le chiusure serali del lungolago con i mercatini e le animazioni, oltre che alla danza in Rivetta Tell. Con Lugano LongLake Festival nel cuore dell’estate 2024 ci si prepara ad un intenso programma di eventi e ad accogliere numerosi artisti che per 17 giorni si esibiranno nello straordinario scenario all’aperto che si dispiega tra il lungolago, il Parco Ciani e le caratteristiche piazze cittadine.

Werner Bischof

Il MASI Lugano apre la stagione espositiva 2023 con una mostra di opere inedite di uno dei più grandi maestri del reportage e della fotografia del Novecento, Werner Bischof (Zurigo, 1916 – Truijllo, Perù, 1954). Attraverso circa 100 stampe digitali a colori da negativi originali dal 1939 agli anni ’50 restaurati per l’occasione, viene esplorata per la prima volta in modo completo l’opera a colori del fotografo svizzero.
Conosciuto soprattutto per i suoi reportage in bianco e nero realizzati in tutto il mondo, Bischof è stato un artista della fotografia, capace di cogliere in scatti iconici la testimonianza della guerra e la rappresentazione dell’umanità. Come recita il titolo “Unseen Colour”, l’esposizione al MASI intende mettere in luce un aspetto nuovo e meno conosciuto del lavoro di Bischof, ampliando e approfondendo la conoscenza e l’idea che abbiamo di questa importante figura di fotografo. In un momento storico in cui la fotografia a colori godeva di scarsa considerazione ed era relegata alla dimensione pubblicitaria, emerge infatti come Bischof avesse invece colto le potenzialità del colore come mezzo espressivo, rendendolo parte fondamentale del suo processo creativo. Il percorso della mostra si propone come un libero viaggio a colori attraverso i mondi visitati e vissuti da Bischof e copre tutto l’arco della sua carriera, in un’alternanza di immagini inedite ottenute dall’utilizzo di tre diverse macchine fotografiche: una Rolleiflex, dai particolari negativi quadrati, un’agile Leica, dal formato tascabile, e una Devin Tri-Color Camera, macchina ingombrante, che utilizzava il sistema della tricromia, ma garantiva una resa del colore di alta qualità. Il nucleo di immagini scattate con questa macchina è reso fruibile al pubblico per la prima volta grazie alla scoperta e alle relative indagini sulle lastre di vetro originali da parte del figlio dell’artista, Marco Bischof, che dirige l’archivio intitolato al padre.

Balla ’12 Dorazio ’60. Dove la luce

La mostra “Dove la luce” è la storia di una straordinaria affinità elettiva, quella che unì due grandi maestri dell’arte italiana del Novecento: Giacomo Balla (1871-1958) e Piero Dorazio (1927-2005). Come suggerito dal titolo, ispirato ad una nota poesia di Giuseppe Ungaretti, il tema del confronto è la luce, quintessenza della vita, ma anche sfida perenne per gli artisti che con essa, da sempre, hanno dovuto misurare le proprie capacità espressive. È un racconto visivo, nato da un’idea di Danna Battaglia Olgiati e affidato a 47 capolavori creati attorno a due date: il 1912, anno in cui nascono le Compenetrazioni iridescenti di Balla ed il 1960 per le ben note Trame di Dorazio. “Quasi cinquant’anni passano tra le une e le altre, eppure ciò che seduce e ancora ci interroga di quel fenomeno luminoso, di cui queste opere sono interpreti e tributi, è il mistero che al di là di ogni verità scientifica sentiamo in tralice calamitare il nostro sguardo dentro le superfici” spiega Gabriella Belli, curatrice della mostra.