Nalini Malani. Of Woman Born

Il Kiran Nadar Museum of Art (KNMA) presenta “Nalini Malani – Of Woman Born”, una grande commissione site-specific e Evento Collaterale ufficiale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. A cura della Direttrice Artistica e Curatrice capo del KNMA Roobina Karode, la mostra trasforma gli storici Magazzini del Sale in una “camera della memoria” fatta di suoni e immagini in movimento. Estensione della pionieristica serie “Animation Chamber” (2017–oggi) di Nalini Malani, l’installazione site-specific presenta 67 animazioni in continuo mutamento che meditano sulle intersezioni tra mito, trauma femminile e conflitto globale.

Nalini Malani “Of Woman Born” è una riflessione profonda sul mito greco di Oreste — il figlio che uccise la madre, Clitennestra, per vendicare la morte del padre Agamennone. Pur perseguitato dalle Furie, Oreste fu salvato dalla dea Atena. Sovrapponendo la mitologia antica al contesto dei conflitti globali contemporanei, Malani riflette sui temi della responsabilità maschile e del peso della violenza patriarcale che grava sulle donne. Le sue opere ampliano queste riflessioni affrontando l’impatto di genere della violenza della guerra e l’assenza delle voci di donne e bambini — i gruppi più colpiti — da questi dibattiti globali.

Attraverso nove canali di proiezione, “Of Woman Born conduce il visitatore in un profondo ambiente immersivo e oscuro, immerso in immagini in movimento. Figure mitiche, disegni, silhouette, testi fluttuanti e apparizioni rifiutano di stabilizzarsi in una narrazione unica e coerente. Un paesaggio sonoro perturbante, della durata di venti minuti, attraversa lo spazio sovrapponendo passato e presente, mito e memoria, giustizia e impunità. Lo spettatore è invitato in questo spazio inquietante non per risolvere la storia di Oreste, ma per attraversarne le sopravvivenze e ascoltare le donne espropriate, le cui storie silenziate ritornano qui con una richiesta urgente di essere ascoltate.

 

Padiglione Etiopia

Il Padiglione Etiopia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presenta “Shapes of Silence”, una mostra di Tegene Kunbi (1980, Addis Abeba), a cura di Abebaw Ayalew, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 nella prestigiosa cornice di Palazzo Bollani.

Culmine dei trent’anni di pratica artistica di Kunbi, “Shapes of Silence” esplora il silenzio come condizione sociale e politica attraverso una nuova serie di oltre 30 opere, per la maggior parte di dimensioni monumentali, che mette in dialogo astrazione, tessuti e assemblage. Lavorando con la pittura come archivio materiale stratificato, l’artista indaga il silenzio non come un’assenza, ma come uno spazio carico, plasmato dalle aspettative culturali e dalla storia materiale.

Nel contesto curatoriale della Biennale Arte 2026, intitolata “In Minor Keys, Koyo Kouoh invita ad accogliere forme di espressione che sfuggono alla centralità della parola e alla spettacolarità dominante: le “tonalità minori”, intese come spazio delle voci marginali, delle narrazioni sommerse e delle micro-memorie. “Shapes of Silence” propone la pratica di Tegene Kunbi come una “minor key nel campo della pittura odierna: un registro tranquillo ma insistente in cui il silenzio assume forma materiale, evocando la storia e le dinamiche di potere del suo paese.

In Etiopia, il silenzio inteso come pratica sociale trae spesso legittimazione dalle ricche tradizioni popolari del Paese. All’interno di queste, il silenzio assume uno status ambivalente e paradossale, lodato come virtù ma al contempo percepito come una potenziale mancanza. Il silenzio emerge non come una semplice vacuità, ma come uno spazio di moderazione, tensione e negoziazione etica. Questo spazio è anche profondamente politico, poiché il diritto di parlare e di interpretare è distribuito in modo diseguale secondo binari sociali e politici radicati: gli uomini sulle donne, il centro sulla periferia, il sacro sull’ordinario. Chi si trova nella parte svantaggiata è privato dell’autorità discorsiva, rendendo il silenzio una condizione politica controversa.

Titolo della mostra: Shapes of Silence
Commissario: Ambassador Demitu Hambisa Bonsa
Curatore: Prof. Abebaw Ayalew
Espositore: Tegene Kunbi
Assistente Curatore: Yohannes Mulat Mekonnen
Luogo: Palazzo Bollani, Castello 3647
Partner Istituzionale: Ministero del Turismo Etiope
Supporter: Primo Marella Gallery

BOOM BAM!

Sulle note della bella stagione, dal 27 giugno al 18 luglio 2024 ripartono a BAM – Biblioteca degli Alberi Milano i “BOOM BAM! Sunset Music in the park with Saturnino and Friends”: quattro giovedì estivi all’insegna della musica al tramonto in compagnia di artisti e giovani talenti internazionali.

La rassegna musicale si inserisce all’interno del palinsesto culturale della sesta stagione di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto di Fondazione Riccardo Catella: una programmazione di oltre 300 appuntamenti gratuiti e aperti a tutti, ideata e diretta da Francesca Colombo, che promuove il connubio fra rigenerazione urbana e attivazione culturale, stimolando partecipazione, inclusione e senso di comunità.

La nuova stagione di BOOM BAM! vede musicisti diversi calcare le scene del naturale palco della Biblioteca degli Alberi: un viaggio sonoro che inizia con un potente mix di rocksteady, ska, soul, funk e melodie mediterranee grazie al concerto travolgente di Roy Paci & Aretuska (27.06), si immerge nelle sonorità di Luizga (04.07), tipiche della musica popolare brasiliana con influenze pop, folk, salsa e samba, approda poi nel soul, pop e R&B della canadese Saandia (11.07) e si conclude con il neo soul e R&B della cantante e cantautrice italo-veneziana Arya (18.07), tra le voci più interessanti del panorama musicale.