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	<title>Primo Marella Gallery Archives - ddl |arts|</title>
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		<title>Padiglione Etiopia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:44:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Padiglione Etiopia alla 61. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte &#8211; La Biennale di Venezia presenta &#8220;Shapes of Silence&#8221;, una mostra di Tegene Kunbi (1980, Addis Abeba), a cura di Abebaw Ayalew, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 nella prestigiosa cornice di Palazzo Bollani. Culmine dei trent&#8217;anni di pratica artistica di Kunbi, &#8220;Shapes of Silence&#8221; esplora il silenzio come condizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Padiglione Etiopia alla 61. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte &#8211; La Biennale di Venezia presenta &#8220;Shapes of Silence&#8221;, una mostra di Tegene Kunbi (1980, Addis Abeba), a cura di Abebaw Ayalew, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 nella prestigiosa cornice di Palazzo Bollani.</p>
<p>Culmine dei trent&#8217;anni di pratica artistica di Kunbi, &#8220;Shapes of Silence&#8221; esplora il silenzio come condizione sociale e politica attraverso una<strong> </strong>nuova serie di oltre 30 opere, per la maggior parte di dimensioni monumentali, che mette in dialogo astrazione, tessuti e assemblage. Lavorando con la pittura come archivio materiale stratificato, l’artista indaga il silenzio non come un’assenza, ma come uno spazio carico, plasmato dalle aspettative culturali e dalla storia materiale.</p>
<p>Nel contesto curatoriale della Biennale Arte 2026, intitolata &#8220;In Minor Keys<em>&#8220;</em>, Koyo Kouoh invita ad accogliere forme di espressione che sfuggono alla centralità della parola e alla spettacolarità dominante: le “tonalità minori”, intese come spazio delle voci marginali, delle narrazioni sommerse e delle micro-memorie. &#8220;Shapes of Silence&#8221; propone la pratica di Tegene Kunbi come una &#8220;minor key<em>&#8220;</em> nel campo della pittura odierna: un registro tranquillo ma insistente in cui il silenzio assume forma materiale, evocando la storia e le dinamiche di potere del suo paese.</p>
<p>In Etiopia, il silenzio inteso come pratica sociale trae spesso <wbr />legittimazione dalle ricche tradizioni popolari del Paese. All&#8217;interno di queste, il silenzio assume uno status ambivalente e paradossale, lodato come virtù ma al contempo <wbr />percepito come una potenziale mancanza. Il silenzio emerge non come una semplice vacuità, ma come uno spazio di moderazione, tensione e negoziazione etica. Questo spazio è anche profondamente politico, poiché il diritto di parlare e di interpretare è distribuito in modo diseguale secondo binari sociali e politici radicati: gli uomini sulle donne, il centro sulla periferia, il sacro sull&#8217;ordinario. Chi si trova nella parte svantaggiata è privato dell&#8217;autorità discorsiva, rendendo il silenzio una condizione politica controversa.</p>
<h6>Titolo della mostra: Shapes of Silence<br />
Commissario: Ambassador Demitu Hambisa Bonsa<br />
Curatore: Prof. Abebaw Ayalew<br />
Espositore: Tegene Kunbi<br />
Assistente Curatore: Yohannes Mulat Mekonnen<br />
Luogo: Palazzo Bollani, Castello 3647<br />
Partner Istituzionale: Ministero del Turismo Etiope<br />
Supporter: Primo Marella Gallery</h6>
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