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	<title>Vistamare Archives - ddl |arts|</title>
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	<title>Vistamare Archives - ddl |arts|</title>
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		<title>Alea iacta est</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:29:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare dal 16 marzo al 29 aprile 2023 &#8220;Alea iacta est&#8221;, una mostra collettiva a cura di Milovan Farronato. Per il suo rientro in Italia, Benedetta Spalletti e Lodovica Busiri Vici hanno invitato il curatore a raccontare l’esperienza degli anni londinesi attraverso i rapporti con l3 artist3 che più hanno segnato il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare dal 16 marzo al 29 aprile 2023 &#8220;Alea iacta est&#8221;, una mostra collettiva a cura di Milovan Farronato. Per il suo rientro in Italia, Benedetta Spalletti e Lodovica Busiri Vici hanno invitato il curatore a raccontare l’esperienza degli anni londinesi attraverso i rapporti con l3 artist3 che più hanno segnato il suo percorso.<br />
Inserite in un originale dispositivo narrativo che si rifà alla lettura dei Tarocchi, le opere in mostra, tra nuove e recenti produzioni, conducono lə spettatorə all’interno di un articolato sistema di relazioni artistiche e personali intessute da Milovan Farronato nel corso dell’ultimo decennio londinese, dal 2013 al 2020.<br />
Alea iacta est raccoglie le opere di quindici artist3 selezionat3 tra coloro con i quali il rapporto del curatore è stato più avvincente, duraturo e sfaccettato in un ventaglio di stimolanti occasioni: Enrico David (1966, Ancona), Patrizio di Massimo (1983, Jesi), Anthea Hamilton (1978, Londra), Celia Hempton (1981, Stroud, UK), Camille Henrot (1978, Parigi), Maria Loboda (1979, Cracovia), George Henry Longly (1978, Londra), Goshka Macuga (1967, Varsavia), Lucy McKenzie (1977, Glasgow), Paulina Olowska (1976, Danzica), Christodoulos Panayiotou (1978, Limassol, Cipro), Eddie Peake (1981, Londra), Sagg Napoli (1991, Napoli), Prem Sahib (1982, Londra) e Osman Yousefzada (1977, Birmingham).</p>
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		<title>Faux</title>
		<link>https://ddlarts.com/project/faux/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:29:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare &#8221;Faux&#8221;, la prima mostra personale in Italia di Maria Loboda. La mostra prende spunto dall’interesse dell’artista per il “falso” inteso nella forma di eleganti finte finiture e dell’imitazione. Loboda ha realizzato sette nuove sculture e una serie di pitture murali correlate, con cui esplora il concetto di imitazione. Loboda trasforma lo spazio, creando un giardino contorto e pieno di ambiguità, fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare &#8221;Faux&#8221;, la prima mostra personale in Italia di Maria Loboda.<br />
La mostra prende spunto dall’interesse dell’artista per il “falso” inteso nella forma di eleganti finte finiture e dell’imitazione. Loboda ha realizzato sette nuove sculture e una serie di pitture murali correlate, con cui esplora il concetto di imitazione.<br />
Loboda trasforma lo spazio, creando un giardino contorto e pieno di ambiguità, fatto di sculture e pitture murali. In questo giardino non si distingue quello che è reale da quello che è finto, quello che è pericoloso da quello che è allettante.<br />
Nel giardino di Loboda, gli alberi sono fatti di legno pietrificato e gli orecchini ad essi incastonati, sembrano reperti provenienti dalle antiche tombe rinvenute dal profondo della terra. La loro fattura si ispira a quelle dei gioielli di Chanel e Bottega Veneta degli anni 80’. Lo spirito sofisticato ed elegante della città di Milano, con la sua attenzione all’antico e agli ornamenti, sembra aver influenzato l’artista in una sorta di giocosa previsione sul destino degli accessori del lusso tra migliaia di anni, come reperti fossili. Le opere in mostra si rivelano caratterizzate per la loro manifattura, un aspetto interessante per l’artista, che cerca di nobilitare materiali poveri e semplici a uno stato superiore. Nascosti dietro i rami ben curati degli “espaliers”, appaiono i nomi di armi antiche e moderne, come sinistre minacce alla quiete del giardino.<br />
Sparse lungo le pareti della galleria, una serie di perle preziose, probabilmente strappate dal collo di qualcuno, sembrano alludere a una strana scena del crimine, un mistero.</p>
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		<title>Passeggiate Intergalattiche</title>
		<link>https://ddlarts.com/project/passeggiate-intergalattiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[super]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:29:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare dal 27 marzo al 15 settembre 2023 &#8220;Passeggiate Intergalattiche&#8221;, una mostra di Anna Franceschini e Nanda Vigo, in collaborazione con l&#8217;Archivio Nanda Vigo. Da un’idea di Anna Franceschini &#8211; che con questo progetto dichiara un’affinità di spirito, di moto interiore e di meccanismo di pensiero con Nanda Vigo &#8211; l&#8217;esposizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vistamare è lieta di presentare dal 27 marzo al 15 settembre 2023 &#8220;Passeggiate Intergalattiche&#8221;, una mostra di Anna Franceschini e Nanda Vigo, in collaborazione con l&#8217;Archivio Nanda Vigo.<br />
Da un’idea di Anna Franceschini &#8211; che con questo progetto dichiara un’affinità di spirito, di moto interiore e di meccanismo di pensiero con Nanda Vigo &#8211; l&#8217;esposizione rappresenta un dialogo tra due artiste che hanno dato voce, in momenti e contesti differenti, a una ricerca comune sui temi del movimento e dell&#8217;osservazione, del riflesso e della luce, attraverso opere eterogenee nei materiali quanto eclettiche nell&#8217;intuizione che le ha generate.<br />
Fin dal titolo, &#8220;Passeggiate Intergalattiche&#8221; si propone come un’esplorazione spazio-temporale, un viaggio dimensionale, intimo, spirituale e, insieme, avventurosamente fantascientifico, nel segno della luce. Esplicita, riflessa, oscura, emanata o trattenuta, è una luce che non necessariamente fa vedere ma che, sicuramente, si fa vedere.<br />
Le intuizioni delle due artiste si fondano su una grammatica dalla semplicità disarmante e su concetti radicali.<br />
Per Nanda Vigo (Milano, 1936 &#8211; 2020) lo spazio si offre grazie al moltiplicarsi luminoso delle superfici. Per Anna Franceschini (Pavia, 1979) il tempo si manifesta in rotazioni infinite, in eterne oscillazioni. La chiarezza delle intenzioni e la lucentezza del pensiero lasciano spazio al mistero, al plasmarsi di un altrove esoterico dove tutto può accadere, pur entro le universali leggi della fisica.<br />
Se il trigger della produzione artistica di Franceschini è il cinema, Vigo, nondimeno, innesca un brulichio dello spazio, un’interferenza nell’inquadratura architettonica che si traduce in un continuo movimento dell’immagine. Gli specchi, i Cosmos (1981) come gli Andromeda (1974), sono porte verso lo spazio infinito, sfondano l’architettura per penetrare nella materia. Le macchine di Franceschini invitano a varcare la soglia del conosciuto per perdersi in riflessioni infinite e in universi paralleli turgidi di possibilità.</p>
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