Attraverso uno sguardo trasversale, il volume ripercorre la stagione creativa di Gordon Matta-Clark (1943–1978), figura chiave dell’arte contemporanea internazionale, artista poliedrico, architetto di formazione, performer, fotografo e attivista culturale.

Giocoso e radicalmente anarchico, con il suo lavoro – che spazia tra arte, architettura e intervento sociale – ha rivoluzionato il concetto di spazio architettonico attraverso interventi estremi e visionari, come i suoi celebri “building cuts”, che trasformano strutture abbandonate in opere temporanee. A partire dagli anni sperimentali nello spazio autogestito al 112 Greene Street di New York (fulcro della scena artistica alternativa dei primi anni Settanta), la monografia ricostruisce il contesto di ricerca collettiva e interdisciplinare in cui Matta-Clark dialoga con artisti, performer e musicisti, contribuendo alla nascita di nuove forme di espressione legate al corpo, allo spazio e alla comunità.

Il libro, oltre ai saggi intro-duttivi dei due curatori Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi, raccoglie interviste ad artisti, architetti e critici internazionali come Gloria Moure, Laurie Anderson, Joan Jonas e molti altri, creando una sorta di partitura a più voci che prende forma intorno alla storia e alle opere dell’artista. Il volume è arricchito da circa 150 immagini di archivio che accompagnano visivamente i racconti e le suggestioni dei vari contributi e da una biografia dell’artista e dei singoli autori