Il volume si propone di indagare in modo critico e articolato il legame tra l’attuale instabilità geopolitica globale (segnata da conflitti, crisi climatiche, migrazioni e squilibri economici) e il modo in cui questa condizione ridefinisce il ruolo dell’architettura nella costruzione del mondo e nella cura degli spazi, collettivi e individuali. In questo contesto, progettare significa confrontarsi con scenari complessi e mutevoli, in cui la dimensione spaziale si intreccia con questioni politiche, sociali ed ecologiche.

Attraverso mappe, installazioni e interventi in scala 1:1, “La geopolitica dell’architettura” racconta come gli architetti rispondono ai nuovi scenari di crisi e trasformazione. Le opere presentate mettono in evidenza strategie operative che spaziano dal riuso alla ricerca sui materiali sostenibili fino alla sperimentazione di nuove forme dell’abitare.

Viene delineato un panorama internazionale in cui l’architettura si configura come strumento critico e operativo, capace di interpretare le tensioni del presente e di immaginare possibili futuri alternativi. Viene inoltre presentata una selezione di opere d’arte comprendenti “The Gift” di Jasmina Cibic (un film dedicato all’intricata relazione tra architettura, politica e luoghi), tre cortometraggi prodotti dai fellow della LINA Platform e, infine, una sala rotonda dedicata a “EXIT”, la celebre animazione “geopolitica” progettata da Diller Scofidio + Renfro per la Fondazione Cartier.

Disponibile in libreria da novembre 2026.