“MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria”, progetto espositivo a cura Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano in collaborazione con l’Amministrazione civica e visitabile fino al 7 settembre 2026, nasce dall’incontro tra una necessità di rilettura critica e un’occasione concreta: la capillare campagna fotografica condotta da Giorgio Boschetti, che ha restituito ai monumenti torinesi una presenza nuova e inattesa. Attraverso immagini notturne di forte impatto, le statue emergono dal buio come figure isolate, sottratte al rumore urbano e restituite a uno sguardo ravvicinato, capace di coglierne espressioni, posture e tensioni formali. Un lavoro che non documenta soltanto, ma riattiva, trasformando la città in un vero e proprio Teatro della Memoria.

La mostra indaga infatti un secolo di statuaria commemorativa pubblica a Torino concentrandosi su oltre cinquanta gruppi scultorei e offrendo una lettura storico-critica, artistica, urbanistica e sociale delle scelte che hanno modellato il volto simbolico della città. Il percorso prende avvio nel 1838, con l’inaugurazione del Monumento equestre a Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti, e si estende fino agli anni Trenta del Novecento.

Inoltre, l’esposizione evidenzia come in nessun’altra città europea la scultura monumentale legata alla storia patria abbia avuto un ruolo così centrale come a Torino, prima capitale dello Stato sabaudo e poi, per un breve ma decisivo periodo, del Regno d’Italia. Un progetto culturale e politico concepito in epoca carloalbertina, in cui la statuaria monumentale diventa strumento visivo e simbolico di un più ampio disegno di riforma che investe le arti, l’assetto dello Stato, l’urbanistica e la vita pubblica, fino alle grandi riforme giuridiche destinate a influenzare l’Italia unita.