La monografia esplora l’opera dell’artista francese Sophie Calle (1953) attraverso il suo rapporto centrale e complesso con la fotografia.

Presenza e assenza, prossimità fisica e distanza emotiva, ricerca di avvicinamento e dolore della separazione, tensione tra desiderio e mancato appagamento: il lavoro di Calle si confronta da sempre con le dinamiche fondamentali di ogni relazione. Attraverso il tema dell’assenza – di una persona, dell’amore, della vista, dell’immagine – il volume che accompagna l’esposizione romana offre una panoramica della sua ricerca lunga oltre quarant’anni, restituendo la complessità di una pratica fondata sull’intreccio tra dimensione personale e relazionale, realtà e narrazione, scrittura e fotografia.

Fin dai primi lavori, Sophie Calle scardina i presupposti tradizionali della rappresentazione, affidando alla fotografia (in dialogo costante con il testo) il compito di testimoniare o evocare ciò che è assente, perduto o inaccessibile.