Il ritratto maschile nel Rinascimento italiano. Capolavori del Cinquecento dalla collezione Leinuo Zhang

Il catalogo presenta e racconta, attraverso la voce di esperti, undici capolavori della pittura italiana del Rinascimento appartenenti alla collezione di Leinuo Zhang, giovane collezionista cinese appassionato d’arte.

Nel corso del Cinquecento il ritratto maschile assume un ruolo centrale nella pittura italiana, diventando uno strumento privilegiato per la rappresentazione del potere e dell’identità individuale. Postura, abbigliamento, gesti e sguardo non costituiscono semplici dettagli estetici, ma segni visivi attraverso i quali si esprimono autorità e status sociale: il corpo maschile non è più raffigurato come mera presenza fisica, bensì come espressione visibile di virtù, fermezza morale ed equilibrio interiore.

Le opere sono capolavori assoluti dei grandi maestri del Rinascimento italiano: Veronese, Moroni, Paris Bordon, Vasari, Ghirlandaio, Palma il Giovane, Allori, Scarsellino, Leandro Bassano, Giulio e Vincenzo Campi.

Disponibile in libreria da settembre 2026.

L’automobile. Due secoli di storia

Una collezione unica al mondo. Un viaggio attraverso oltre due secoli di storia che racconta come l’automobile abbia influenzato le mode, il costume, l’arte, la ricerca scientifica e le conquiste tecnologiche, in un costante slancio innovativo.

Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino è un punto di riferimento per la cultura del settore: un luogo di dibattito e sperimentazione che, a partire dalla valorizzazione del patrimonio conservato, produce contenuti inediti capaci di parlare i linguaggi della contemporaneità. Il nuovo catalogo ne restituisce la ricchezza attraverso capolavori della collezione, schede tecniche, documenti d’archivio, committenze artistiche, progetti di ricerca e un ampio apparato iconografico che valorizza la forza scultorea delle automobili.

Disponibile in libreria da settembre 2026.

Ugo Nespolo. Scritti Distopici

Questo volume riunisce saggi e articoli pubblicati nelle pagine culturali di alcuni tra i principali quotidiani italiani. Il filo che li lega non è celebrativo o polemico, mette piuttosto in atto un’indagine il più ampia possibile di come sia mutato lo statuto dell’arte.

L’idea guida non sta solo nella domanda di cosa sia l’arte oggi ma piuttosto che ruolo abbia nei sistemi sociali e nella vita della gente. Nespolo si chiede quando un’opera d’arte smette di essere tale e diventa altro, un asset, una voce di bilancio, una scommessa sul suo futuro economico. Questi testi sono risposte a fatti, mostre, tendenze e, riletti insieme, rivelano una sorta di ossessione coerente per la trasformazione del giudizio critico in interessato rumore di fondo e il valore estetico in organizzato valore di scambio.

“Scritti Distopici” perché rispecchiano la malinconia che emerge dalle pieghe del mercato, dal silenzio degli artisti, la stessa malinconia di chi s’ostina a credere che un’opera possa provare a dire qualcosa che un prezzo non riesce a contenere. Niente nostalgie per gli anni dell’avanguardia o per i presunti tempi eroici. Questi testi in fondo chiedono quale spazio resti al dissenso, che farsene dei critici manager o come muoversi in un Artworld in cui il prezzo è il segnale più convincente.
Niente passato idealizzato, solo l’osservazione del proprio tempo con affetto e lucidità fino alla constatazione che qualcosa si è inceppato. È proprio di tale rottura che questi scritti parlano.

Disponibile in libreria da settembre 2026.

La geopolitica dell’architettura: gli avamposti del progetto

Il volume si propone di indagare in modo critico e articolato il legame tra l’attuale instabilità geopolitica globale (segnata da conflitti, crisi climatiche, migrazioni e squilibri economici) e il modo in cui questa condizione ridefinisce il ruolo dell’architettura nella costruzione del mondo e nella cura degli spazi, collettivi e individuali. In questo contesto, progettare significa confrontarsi con scenari complessi e mutevoli, in cui la dimensione spaziale si intreccia con questioni politiche, sociali ed ecologiche.

Attraverso mappe, installazioni e interventi in scala 1:1, “La geopolitica dell’architettura” racconta come gli architetti rispondono ai nuovi scenari di crisi e trasformazione. Le opere presentate mettono in evidenza strategie operative che spaziano dal riuso alla ricerca sui materiali sostenibili fino alla sperimentazione di nuove forme dell’abitare.

Viene delineato un panorama internazionale in cui l’architettura si configura come strumento critico e operativo, capace di interpretare le tensioni del presente e di immaginare possibili futuri alternativi. Viene inoltre presentata una selezione di opere d’arte comprendenti “The Gift” di Jasmina Cibic (un film dedicato all’intricata relazione tra architettura, politica e luoghi), tre cortometraggi prodotti dai fellow della LINA Platform e, infine, una sala rotonda dedicata a “EXIT”, la celebre animazione “geopolitica” progettata da Diller Scofidio + Renfro per la Fondazione Cartier.

Disponibile in libreria da novembre 2026.

Gordon Matta-Clark: Open House

Attraverso uno sguardo trasversale, il volume ripercorre la stagione creativa di Gordon Matta-Clark (1943–1978), figura chiave dell’arte contemporanea internazionale, artista poliedrico, architetto di formazione, performer, fotografo e attivista culturale.

Giocoso e radicalmente anarchico, con il suo lavoro – che spazia tra arte, architettura e intervento sociale – ha rivoluzionato il concetto di spazio architettonico attraverso interventi estremi e visionari, come i suoi celebri “building cuts”, che trasformano strutture abbandonate in opere temporanee. A partire dagli anni sperimentali nello spazio autogestito al 112 Greene Street di New York (fulcro della scena artistica alternativa dei primi anni Settanta), la monografia ricostruisce il contesto di ricerca collettiva e interdisciplinare in cui Matta-Clark dialoga con artisti, performer e musicisti, contribuendo alla nascita di nuove forme di espressione legate al corpo, allo spazio e alla comunità.

Il libro, oltre ai saggi intro-duttivi dei due curatori Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi, raccoglie interviste ad artisti, architetti e critici internazionali come Gloria Moure, Laurie Anderson, Joan Jonas e molti altri, creando una sorta di partitura a più voci che prende forma intorno alla storia e alle opere dell’artista. Il volume è arricchito da circa 150 immagini di archivio che accompagnano visivamente i racconti e le suggestioni dei vari contributi e da una biografia dell’artista e dei singoli autori

Sohie Calle Matrimoni, rotture e funerali inclusi

La monografia esplora l’opera dell’artista francese Sophie Calle (1953) attraverso il suo rapporto centrale e complesso con la fotografia.

Presenza e assenza, prossimità fisica e distanza emotiva, ricerca di avvicinamento e dolore della separazione, tensione tra desiderio e mancato appagamento: il lavoro di Calle si confronta da sempre con le dinamiche fondamentali di ogni relazione. Attraverso il tema dell’assenza – di una persona, dell’amore, della vista, dell’immagine – il volume che accompagna l’esposizione romana offre una panoramica della sua ricerca lunga oltre quarant’anni, restituendo la complessità di una pratica fondata sull’intreccio tra dimensione personale e relazionale, realtà e narrazione, scrittura e fotografia.

Fin dai primi lavori, Sophie Calle scardina i presupposti tradizionali della rappresentazione, affidando alla fotografia (in dialogo costante con il testo) il compito di testimoniare o evocare ciò che è assente, perduto o inaccessibile.

Francis Picabia. Aprire le porte della notte

La letteratura su Francis Picabia (1879-1953) è ancora sorprendentemente limitata rispetto alla sua fama e a quella dei suoi contemporanei, e raramente va oltre quanto già detto dalla critica. Figura complessa e spesso controversa, Picabia è ancora un artista su cui molto deve essere scoperto.

Celebre per aver detto che “per avere idee pulite bisogna cambiarle come le camicie”, ha attraversato Impressionismo, Cubismo, Fauvismo, Dadaismo, Surrealismo, Astrazione e infine l’Informale del dopoguerra. La sua costante resistenza all’appartenenza a un unico movimento gli permise di combinare liberamente tecniche, linguaggi e temi, dando vita a un corpus così vario ed eterogeneo da sembrare opera di più artisti diversi.

La monografia che accompagna la mostra curata da Anne Berest, scrittrice e proni-pote dell’artista, presenta oltre 150 opere provenienti da grandi collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Articolato in dieci sezioni, ciascuna ispirata al tema della notte come metafora della vita, il volume ripercorre in modo completo la carriera e lo stile eclettico di Picabia e offre un viaggio nella sua vita, in particolare nelle sue notti, poiché, come sottolinea Berest, “Picabia viveva di giorno e di notte, per vivere il doppio degli altri.”

Attraverso saggi critici, materiali d’archivio, apparati iconografici e approfondimenti tematici, il volume invita il lettore a immergersi nel mondo intimo, enigmatico e sorprendente di Picabia, restituendo la complessità di un autore che ha continuamente reinventato se stesso.

Dalì e la moda

L’opera di Salvador Dalí contiene molti riferimenti simbolici legati al mondo della moda, come scarpe, vestiti, gioielli e accessori. Oltre i simboli, nel corso della sua carriera Dalí collaborò direttamente con stilisti, fotografi e grandi maison, contribuendo a creare nuovi linguaggi estetici.

“Dalí e la Moda” racconta questa dimensione meno nota ma molto importante del suo lavoro, mostrando come abbia influenzato la moda del Novecento e continui a ispirare ancora oggi stilisti e direttori creativi. Attraverso opere che vanno dalla scultura ai gioielli, dal manichino al corpo vivente, il volume rivela le diverse incarnazioni del Surrealismo come estetica del desiderio e della metamorfosi, e la grandezza di questo artista totale, capace di attraversare tempi, linguaggi e confini.

Disponibile in libreria da settembre 2026.

Aurelio Amendola

Arriva in libreria da settembre la monografia “Aurelio Amendola. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo Milano, Bernini, Canova, Michelangelo” pubblicata da Skira in occasione della mostra “Aurelio Amendola. Capolavori fotografati”, in corso a Palazzo Reale di Milano fino al 6 settembre.
Il volume raccoglie 85 fotografie realizzate tra il 1976 e il 2025 e restituisce, attraverso un ampio percorso per immagini, oltre cinquant’anni di ricerca di Aurelio Amendola (Pistoia, 1938), tra i maggiori interpreti della fotografia d’arte contemporanea. Un viaggio fotografico che mette in dialogo, per la prima volta in un unico volume, gli scatti dedicati ai grandi maestri della scultura – Michelangelo, Bernini e Canova – e gli artisti del Novecento – Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch –, accanto ad alcuni inediti dedicati al Duomo di Milano.

Le immagini raccolte nel volume raccontano il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare con alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte, rivelando tanto la vita segreta delle opere quanto l’identità profonda degli artisti. Dalle sculture immortali di Michelangelo Buonarroti, Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova alla forza espressiva di Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch, fino agli scatti inediti dedicati al Duomo di Milano – che indagano la cattedrale come organismo plastico e materia scolpita: non solo architettura, ma vera e propria scultura attraversata dalla luce e dal tempo –, la monografia restituisce i nuclei fondamentali di una ricerca che, da oltre cinquant’anni, attraversa la storia dell’arte trasformando la luce in racconto.

Il volume presenta i contributi critici di Gianluigi Colin, Vincenzo Trione, Maurizio Calvesi, Marco Meneguzzo, Walter Guadagnini, Bruno Corà, Silvio Ceccato, Giuseppe Frangi, Tomaso Montanari, Sergej Androsov, Antonio Natali, Antonio Scurati, Antonio Paolucci.

Georg Baselitz

È disponibile in libreria “Georg Baselitz”, il terzo titolo della collana Milestones. At the Heart of Creation, a cura di Denise Wendel-Poray, dedicata agli artisti più influenti del nostro tempo. Realizzato in stretta collaborazione con l’artista e tra le ultime pubblicazioni a cui Baselitz ha lavorato prima della recente scomparsa, il volume ripercorre le opere chiave, i momenti di svolta e le riflessioni che hanno segnato oltre sessant’anni di ricerca, offrendo uno sguardo raro sul processo creativo di uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea.

Il volume esplora il lavoro di Baselitz attraverso le opere e i momenti che ne hanno ridefinito il percorso, mettendo in luce la sperimentazione audace e il rigoroso pensiero critico che ne stanno alla base. Come sottolinea la curatrice Denise Wendel-Poray: Piuttosto che seguire una traiettoria lineare, questo volume si concentra su momenti di rottura – dagli scandali iniziali all’uso del capovolgimento, dalla scultura monumentale alla serie Remix fino agli autoritratti tardivi -, rivelando una pratica guidata dalla reinvenzione continua, da un’incertezza produttiva e da una resistenza costante alla tradizione.

Cuore del volume è la lunga conversazione tra Georg Baselitz e Cornelius Tittel, giornalista e direttore editoriale di Blau International, nella quale l’artista ripercorre i momenti decisivi della propria ricerca, dagli esordi controversi degli anni Sessanta all’invenzione delle celebri immagini capovolte, fino alle opere più recenti. A completare il libro, un testo originale dello stesso Baselitz in cui riflette sul significato stesso di “milestone”, sostenendo che la più grande pietra miliare per un artista sia la capacità di resistere e di mettere continuamente in discussione convenzioni e certezze. A livello visivo, il volume include un reportage fotografico realizzato nel suo studio e una sezione intima che raccoglie fotografie personali, immagini d’archivio e materiali raramente accessibili al pubblico, oltre a un ricco apparato iconografico che presenta le opere principali realizzate tra il 1960 e il 2025.